Olio di palma nel latte per neonati: ecco chi non lo usa.


La rivista mensile Test – Il Salvagente ha misurato la concentrazione di 3-monocloropropandiolo (3-Mcpd) , classificato come una sostanza altamente tossica – nell’olio di palma, impiegato anche come ingrediente nel latte in polvere dei lattanti.

I risultati sono allarmanti in quanto, a seguito della raffinazione nell’olio di palma, il valore registrato diventa quasi 100 volte più alto ( da 31 mcg/kg (microgrammi per kg) a 2.920 mcg/kg).

Il grasso tropicale raffinato è per lo più utilizzato in occidente nei biscotti, nelle merendine e in quasi tutti i prodotti da forno e presenta ha un contenuto esorbitante di contaminanti da processo, Il 3-Mcpd è considerato un sostanza tossica, anche se al momento non esistono limiti per la presenza negli oli vegetali. Il problema è aggravato dal fatto che l’olio di palma è utilizzato in quasi tutte le confezioni di latte per neonati

L’olio di palma e il suo estratto, l’acido palmitico, sono ingredienti comuni nella quasi totalità delle confezioni di latte in polvere per lattanti perchè rende la composizione del latte artificiale molto più simile a quella del latte matern. Quest’ultimo è costituito da un’alta percentuale di grassi saturi tra cui il palmitico, presente in grandi quantità nell’olio di palma, che diventa quindi un ingrediente ideale , anche per il costo contenuto. La lista di latte artificiale con olio di palma o suoi derivati è sconcertante; infatti, ben 36 prodotti, tra cui anche biologici,lo contengono. Il problema non è che questi prodotti contengano olio di palma di per sè ma che contengano contaminanti derivati dalla raffinazione di quest’ultimo, riconosciuti TOSSICI.

Tratto da: il Fatto Alimentare


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